Crisi, o …

Vorrei partire da un pensiero attribuito ad A. Einstein, passare poi all’interpretazione delle caratteristiche di un sistema vivente,  per cogliere ispirazione.

Einstein:  ”Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a farle nello stesso modo.”“ La crisi può essere una vera benedizione per ogni persona e per ogni nazione, perché è proprio la crisi a portare progresso. La creatività nasce dall’angoscia, come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce le proprie sconfitte ed i propri errori alla crisi, violenta il proprio talento e mostra maggior interesse per i problemi piuttosto che per le soluzioni. La vera crisi è l’incompetenza. Il più grande difetto delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel trovare soluzioni. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è routine, una lenta agonia.     Senza crisi non ci sono meriti. E’ nella crisi che il meglio di ognuno di noi  affiora …” Queste parole di un grande fisico mi hanno indotto a considerare le difficoltà come una opportunità di cambiamento e, leggere teorie a riguardo di come i sistemi viventi evolvono, ha rinforzato la mia fiducia nelle nostre possibilità. Nella teoria dei sistemi viventi (capaci di auto-organizzazione), si parla di: –schema di organizzazione, forma, ordine, qualità, caratteristiche dell’insieme (il tutto), le sue relazioni ordinate e la stabilità –struttura materiale, tipo e quantità di componenti ed interconnessioni, cioè la materializzazione fisica dello schema di organizzazione (lo stesso schema può manifestarsi in strutture diverse) – flusso di energia e materia necessario per  svilupparsi ed evolvere. Schema e struttura, legate da apprendimento.                                                                                                 Il sistema vivente si presenza, chiuso dal punto di vista della sua organizzazione poichè tutti i componenti interconnessi nella rete si producono tra loro, garantendo stabilità, ed aperto dal punto di vista strutturale, interagendo con l’ambiente e cambiando se necessario; in altre parole capace di darsi un ordine interno stabile ed un comportamento mutevole verso l’ambiente. Stabilità e cambiamento, apparentemente due concetti opposti ma complementari per l’esprimersi della vita. Percorso da un continuo flusso di energia e materia, il sistema vivente sa utilizzarlo per mantenere e rigenerare i suoi componenti e sa espellere la quota non utilizzata (non tende ad accumulare) utile per altri organismi (riciclo). L’equilibrio dinamico che lo caratterizza è garantito da anelli di retroazione auto bilancianti. A volte accade che questi anelli diventino auto rafforzanti (con iterazioni, amplificazioni) tanto da portare il sistema lontano dai suoi limiti di sostenibilità, ad un punto di instabilità obiforcazione in cui possono emergere nuove forme di ordine, con spontaneo sviluppo del sistema che così evolve in complessità. L’ambiente, con le sue variazioni, stimola dei cambiamenti ed il sistema sceglie quale perturbazione sarà efficace, mostrando flessibilità nell’adattamento e costruendo, con intelligenza creativa, un suo nuovo mondo. Il cambiamento nelle connessioni della rete porta ad una risposta di riorganizzazione che non sarà di tipo lineare (modalità causa-effetto) ma di tipo non-lineare, con soluzioni multiple, legate alle interazioni tra le parti che si comportano come un tutto nella gestione collettiva dell’energia (un tutto diverso dalla semplice somma delle singole parti). Le uniche previsioni che si possono fare sono rivolte alla qualità di comportamento del sistema, cioè verso che direzione sta evolvendo, infatti le proprietà emergenti appartengono al tutto, nessuna parte le possiede singolarmente, nascono dalle loro relazioni e scompaiono quando il sistema viene scomposto. Nel punto di instabilità, di biforcazione, la soluzione che verrà adottata, tra le tante possibili, se ho compreso correttamente, dipende dalle condizioni iniziali  interne ed esterne,  dalla storia del  sistema. I matematici ci dicono che i sistemi caotici sono molto sensibili alle condizioni iniziali, in quanto anche piccoli cambiamenti non sono ininfluenti, col passare del tempo, danno origine a conseguenze apprezzabili. La nostra visione della realtà, l’insieme di valori e concetti utilizzati per  riflettere su problemi cercando soluzioni possibili, determinano la base etica su cui la comunità si organizza. Con l’avvento, agli inizi del 1900, della nuova fisica siamo passati da una interpretazione dell’universo come sistema meccanico e di conseguenza anche società ed individui trattati come macchine, alla visione di un insieme interconnesso. Siamo passati da separazione e competizione alla consapevolezza che esiste un tessuto di realtà di cui ciascuno è un filo, un’onda che sa di far parte dell’oceano a cui conferisce varietà e bellezza attraverso la sua esistenza. Per poter arrivare a questo punto i fisici degli inizi del novecento hanno attraversato una burrasca intellettuale, emozionale ed anche esistenziale dato che, le loro certezze precedenti, non erano più adatte alla comprensione del mondo subatomico che si andava svelando. Attraversando con mente aperta questa fase di turbolenza sono stati capaci di immaginare e sperimentare un modo nuovo di approcciarsi alla realtà. Tutto questo mi fa essere ottimista rispetto al fatto che, attraversare un momento di crisi personale, sociale, economica, ambientale è una occasione per tirare fuori il meglio di noi nella ricerca di un nuovo modello basato sulla dignità ed il rispetto del singolo e dell’intero di cui siamo parte. Sembra che la vita abbia già previsto che, per evolvere, è necessario passare attraverso una instabilità. Sta a noi avere il coraggio, a partire dalla nostra storia, di sostenere la vita in tutte le sue diversità con nuove idee e nuova energia, con gioia e fiducia nel campo intelligente ed amorevole al quale apparteniamo, di cui siamo manifestazione e che prevede tante possibilità di interconnessioni. Reti di relazioni all’interno di altre reti, diversi livelli di organizzazione e complessità ma, non dimentichiamo che i livelli inferiori nutrono quelli superiori e per questo vanno rispettati e ringraziati.

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